1 ml contiene 55,74 mg di amorolfina cloridrato (equivalente a 50 mg di amorolfina). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Ammonio metacrilato copolimero (tipo A) (Eudragit RL 100) Triacetina Butilacetato Etilacetato Etanolo, anidro.
Trattamento di casi lievi di onicomicosi subungueale distale e laterale, causati da dermatofiti, lieviti e muffe, che interessano al massimo due unghie.
Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Lo smalto per unghie deve essere applicato al dito interessato della mano o del piede una volta alla settimana.
Popolazioni speciali Anziani Non ci sono raccomandazioni posologiche specifiche per l’uso nei pazienti anziani.
Popolazione pediatrica LENIRIT UNGUEALE non è raccomandato nei bambini e adolescenti con meno di 18 anni non essendo disponibili dati di sicurezza ed efficacia
Conservare a temperatura inferiore ai 30°C. Proteggere dal calore.
Tenere il flacone in posizione eretta ed ermeticamente chiuso dopo l’utilizzo.
Evitare che lo smalto entri in contatto con occhi, orecchie e mucose.
I pazienti con condizioni di base che predispongono a infezioni micotiche alle unghie devono rivolgersi a un medico.
Tali condizioni includono disturbi della circolazione periferica, diabete mellito e immunosoppressione.
I pazienti con onicodistrofia e placca ungueale distrutta devono rivolgersi a un medico.
Quando si lavora con solventi organici (diluenti, acquaragia, ecc.) indossare guanti impermeabili per proteggere lo smalto a base di amorolfina applicato sulle unghie. Non usare smalto cosmetico o unghie artificiali durante l’applicazione di amorolfina.
È possibile la comparsa di una reazione allergica sistemica o locale dopo l’impiego di questo prodotto.
Se ciò accade, interrompere immediatamente il trattamento e rivolgersi ad un medico.
Rimuovere il prodotto con attenzione utilizzando un solvente per smalto.
Il prodotto non deve essere riapplicato.
Le reazioni avverse al farmaco sono rare.
Possono verificarsi disturbi ungueali (ad esempio scolorimento delle unghie, unghie rotte, unghie fragili).
Queste reazioni possono anche essere correlate alla onicomicosi stessa.
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Reazioni avverse al farmaco |
| Disturbi del sistema immunitario | Frequenza non nota* | Ipersensibilità (reazione allergica sistemica)* |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Raro (da > 1/10.000 a < 1/1.000) | Disturbi ungueali, decolorazione delle unghie, onicoclasia (unghie rotte), onicoressi (unghie fragili) |
| Molto raro (< 1/10.000) | Sensazione di bruciore cutaneo | |
| Frequenza non nota* | Eritema*, prurito*, dermatite da contatto*, orticaria*, formazione di vesciche* |
*Esperienza post-marketing Segnalazione delle reazioni avverse sospette.
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazioneavversa.
Non si attendono segni sistemici di sovradosaggio in seguito all’applicazione topica di smalto per unghie a base di amorolfina al 5%.
In caso di ingestione accidentale, devono essere prese le opportune misure sintomatiche, se necessario.
Sono stati segnalati solo pochi casi di esposizione a amorolfina per via topica durante la gravidanza nel periodo successivo all’autorizzazione del farmaco.
Il rischio potenziale è pertanto sconosciuto. Gli studi condotti sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva dopo somministrazione di alte dosi per via orale.
L’amorolfina non deve essere utilizzata durante la gravidanza a meno che non sia strettamente necessario.
L’esperienza con l’uso di amorolfina durante l’allattamento è limitata.
Non è noto se l’amorolfina viene escreta nel latte materno.
L’amorolfina non deve essere impiegata durante l’allattamento a meno che il suo utilizzo non sia espressamente necessario.