Il documento sottolinea come la valutazione della composizione corporea sia fondamentale nei pazienti oncologici perché la malnutrizione, la sarcopenia e l’eccesso di adipe possono influire negativamente sull’efficacia delle terapie, sulla tollerabilità degli effetti collaterali, sulla durata della degenza ospedaliera, sui tassi di complicanze post-operatorie, sulle riospedalizzazioni e, di conseguenza, sui costi sanitari, sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita.
Lo screening nutrizionale, perciò, deve essere il primo passo per identificare i pazienti a rischio di malnutrizione che potrebbero beneficiare di un intervento precoce.
La composizione corporea può essere valutata attraverso diversi metodi, tra cui Tac con software dedicati, la Dexa (densitometria ossea a doppia energia) e la bioimpedenziometria.
Alcuni studi hanno evidenziato un effetto positivo degli interventi nutrizionali preoperatori, come l’uso di supplementi orali (Ons) rispetto alla sola consulenza nutrizionale o all’assenza di supplementazione, con miglioramenti nel peso corporeo.
Tuttavia, altri studi non hanno mostrato differenze statisticamente significative in termini di variazioni del peso corporeo.
In generale, l’intervento nutrizionale preoperatorio sembra essere più efficace nell’evitare cali di peso significativi.
Gli studi che hanno valutato l’impatto dell’intervento nutrizionale postoperatorio sui cambiamenti del peso corporeo mostrano spesso una riduzione di peso significativa nel breve periodo (entro 3-7 giorni o al momento della dimissione).
Ciò evidenzia la necessità di un attento monitoraggio nutrizionale e di strategie di supporto adeguate anche dopo l’intervento chirurgico.
Un intervento dietetico mirato nei pazienti oncologici, rispetto a una dieta normocalorica, può portare a una riduzione significativa della massa grassa, della massa magra, del peso corporeo e, in alcuni casi, una diminuzione della percentuale di grasso corporeo.
Questi risultati suggeriscono che una dieta specifica e un adeguato apporto nutrizionale possono essere utili per gestire la composizione corporea durante i trattamenti oncologici.
Studi osservazionali mostrano che pazienti con valori bassi dell’indice Smm (massa muscolare scheletrica) e dell’indice Smd (densità muscolare scheletrica) al momento dello screening nutrizionale sembrano avere un maggior rischio di tossicità ematologica da chemioterapia.
Contrariamente, valori molto alti non hanno dimostrato correlazioni significative con un maggiore rischio.
Da qui, l’importanza di monitorare lo stato muscolare dei pazienti oncologici durante il trattamento.
Così, tra l’altro, gli Autori: “Nella pratica clinica, la malnutrizione è spesso sottodiagnosticata, poco segnalata e, di conseguenza, insufficientemente trattata.
Calo ponderale, cachessia e sarcopenia caratterizzano la malnutrizione correlata al cancro.
Durante la prima visita oncologica, il 65% circa dei pazienti già riporta un calo ponderale tra 1 e 10 kg, verificatosi nei 6 mesi precedenti e il 40% anoressia, con prevalenze perfino superiori in presenza di malattia in stadio avanzato e di neoplasie del tratto gastroesofageo, del pancreas, del polmone e del distretto testa-collo.
L’introduzione di metodi strumentali per la valutazione della composizione corporea, tra cui la tomografia computerizzata, ha facilitato la comprensione della reale prevalenza della cachessia, che colpisce il 50-80% dei pazienti oncologici e della sarcopenia, presente nel 20-70% a seconda del tipo di tumore.
Sulla base di tali premesse e in accordo con le più recenti linee guida e raccomandazioni, è ormai necessario garantire concretamente a tutti i pazienti oncologici la presa in carico nutrizionale tempestiva, al fine di avviare un supporto nutrizionale, idealmente quando gli stessi non sono ancora malnutriti.
“Le Linee Guida Aiom 2024 sottolineano, dunque, l’importanza della nutrizione nel percorso di cura del paziente oncologico.
L’utilizzo della metodologia Grade nell’elaborazione delle raccomandazioni garantisce la trasparenza del processo di formulazione delle stesse”.
(Nicola Miglino fonte: www.nutrientiesupplementi.it)